Siamo a metà legislatura, ma poche delle promesse fatte in campagna elettorale sono state realizzate, come ad esempio l’avvicendamento di nuovi assessori nella giunta. Anzi, dobbiamo rilevare che in questi due anni e mezzo il potere si è andato sempre più concentrando nelle mani del sindaco spesso arrivando a sconfinare nelle competenze specifiche di altri assessori.
Questa gestione ristretta, rigida ed autoreferenziale, sembra abbia creato molti “mal di pancia” all’interno del palazzo comunale ed abbia minato quell’armonia che deve essere alla base di qualsiasi tipo di rapporto, se si vogliono ottenere risultati concreti. Se però all’interno del palazzo si usa l’autoritarismo, la stessa cosa non si può dire per quanto accade fuori, perché ogni qualvolta il sindaco cerca di “smarcarsi” o di prendere iniziative autonome e diverse da quelle decise nella sede ravennate del PD, ecco che viene subito richiamato all’ordine e fatto rientrare nei ranghi.
In occasione dell’approvazione dell’allargamento dell’Unione dei Comuni a Faenza, Castel Bolognese e Solarolo, il sindaco si era detto disposto, in consiglio comunale, a recepire attraverso un ordine del giorno alcuni correttivi da noi proposti che miravano ad inserire nell’atto costitutivo dispositivi per una maggiore tutela del nostro territorio collinare e garanzie di un reale contenimento delle spese.
Appena, però, la notizia è trapelata sui giornali, ed evidentemente è arrivata alle orecchie dei “compagni” di partito, il sindaco si è precipitato subito a smentire quanto promesso.
Anche nel caso relativo all’ipotetico progetto di costruire una struttura removibile nel parco delle Rimembranze è successa la stessa cosa: il sindaco ha dovuto fare marcia indietro non solo per problemi oggettivi di fattibilità che, forse, per ingenuità od inesperienza non aveva considerato, ma anche per l’ostilità al progetto di alcuni suoi “compagni” di partito che non hanno esitato a farsi promotori di una petizione.
Per quanto riguarda il programma invece dobbiamo rilevare che molti progetti sono rimasti lettera morta ed altri sono partiti zoppicando. Ad esempio, per gli edifici adiacenti alla Chiesa dell’Osservanza, oggetto di ristrutturazione con contributi della Comunità Europea (855.000,00 euro), non si è proceduto per ottenere una cessione gratuita, come aveva previsto il sindaco Sangiorgi, ma si è ripiegato per un contratto di comodato gratuito per 70 anni, il che significa che spenderemo 855.000,00 euro su un fabbricato che comunque non ci appartiene.
L’ambizioso e da noi condiviso progetto per produrre energia rinnovabile attraverso la costruzione di un impianto fotovoltaico a Strada Casale si è arenato per limiti ed ostacoli posti dalla legge regionale che regola questo settore.
La scuola di Marzeno è probabile che rimarrà un pio sogno. Il preventivo è infatti lievitato rispetto a quello del 2009 perché, preso atto che non era possibile una ristrutturazione dell’edificio esistente, si è proceduto ad elaborare un progetto per un edificio totalmente nuovo. L’on. Albonetti aveva promesso di reperire la differenza del costo di costruzione potendo attingere a fondi specifici della Camera dei Deputati , ma dalle ultime notizie sembra che non esista alcun provvedimento della Camera in merito e che” la colpa è di Berlusconi”. Sarà vero? Oppure era solo una promessa di campagna elettorale?
Anche la Regione ha deciso di farci un regalo per Natale: una nuova legge regionale sui parchi che esclude totalmente gli agricoltori dagli organi di gestione col rischio quindi che venga nominato un presidente del parco non rappresentativo del nostro territorio (dopo tutte le battaglie fatte sarebbe veramente una beffa!) e magari anche remunerato. Purtroppo infatti la legge contiene un comma, che nella precedente non c’era, per cui al presidente, che non sia amministratore, è riconosciuto un compenso di circa 3.000,00 euro al mese!
Eppure tutte queste operazioni, compreso l’Unione dei Comuni, dovrebbero avere come finalità il contenimento delle spese. Allora perché nella nuova Unione sono già stati nominati coordinatore e vice, quando nell’atto costitutivo queste figure sono facoltative in quanto la funzione di coordinamento può essere espletata anche dal segretario con un ragguardevole risparmio di risorse?
Alle famiglie, che invece le spese vorrebbero veramente ridurle, ciò non è consentito perché Hera, indifferente al momento di crisi, continua ad aumentare le bollette senza che la parte pubblica della società, nonostante sia il 51%, riesca a porci un freno. La verità è che Hera, a cui abbiamo affidato la gestione dei servizi e poi, in modo improvvido anche ceduto le reti, ha ormai acquisito un potere che il pubblico non riesce più a controllare e quindi bisognerebbe avere il coraggio di uscire da questo ingranaggio che ci “trita” le tasche. Purtroppo però il sindaco non è dello stesso avviso!
Sono inoltre fortemente preoccupata per quanto sta accadendo al reparto di pediatria all’ospedale di Faenza. Ho chiesto al Presidente della Provincia di vigilare perché non continui quel processo di ridimensionamento che ha depotenziato l’ospedale creando non pochi disagi ai cittadini del faentino, ma purtroppo non ho avuto risposta.
Chiudo ringraziando tutti gli elettori che nelle ultime elezioni mi hanno permesso di continuare ad essere consigliere provinciale e facendo a tutti i cittadini i miei più cari auguri, con la consapevolezza che importanti sacrifici ci aspettano ma con la speranza che almeno siano equi e soprattutto utili a risolvere i nostri problemi.
Marta Farolfi
Capogruppo “Brisighella nel Cuore”
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